Viola, una crisi che ha nome e cognome.
Perde la viola, perde e male contro un Catanzaro quadrato, che dal terzo periodo in poi messo in campo una cattiveria agonistica ineguagliabile per una spenta viola. Il primo due periodo è da guida pratica del basket. I padroni di casa difendono in maniera impressionante, mettendo in evidenza i pregi della zona 2-3 che ha visto la viola raccogliere 8 successi consecutivi nel girone d’andata. Il parziale di 31 a 16 per la viola del primo quarto però, comincia ad incrinarsi già al secondo periodo. Catanzaro con Radovanovic e Cattani guadagna in centimetri, con Giordano e Dal Fiume poi completa l’opera. Dal terzo periodo in poi però è tutta la viola a non girare più. la bussola del gioco si è persa e i neroarancio prendono a sbagliare le basi del gioco. Niccolai è l’ombra di un giocatore di basket, si trascina per il parquet senza mai provare un tiro, semza mai prendere le redini del gioco in mano. A fine partita, inscena anche un siparietto poco edificante con alcuni tifosi, che per altro con pieno diritto lo contestavano. Ma questo è solo uno degli episodi che stanno mettendo in difficoltà la viola. Una squadra che sciupa un vantaggio sostanziosissimo conquistato esprimendo un gioco da categoria superiore non si capisce come, all’improvviso, perda la bussola, dimenticando i fondamentali, alla faccia di ogni base del gioco di squadra, buttando in fumo un’intera settimana d’allenamento, forse anche una intera stagione. Perché la situazione adesso si complica. Massacra vola via ad 8 lunghezze di vantaggio, la seguono Bisceglie e Siracusa, poi Patti e Corato. Tutte squadre contro cui la viola ha già perso almeno uno degli scontri diretti, in altri casi li ha persi entrambi, vedi Corato e Patti.
Antonio Morelli

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